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Il gioco, come vi ho sempre detto è un’attività fondamentale per i gatti, a tutte l’età.

Ma non tutti i giochi sono uguali. Presentano caratteristiche diverse e hanno effetti diversi sui gatti. Saper giocare con i gatti è importante! Vediamo di capire insieme le diverse tipologie di gioco, in modo da riconoscerli, stimolarli e a padroneggiarli al meglio

Il gioco sociale

E’ il gioco tipico dell’età giovanile quando i gatti sono ancora cuccioli. E’ il gioco che i gattini fanno con i propri simili e con la madre per imparare l’arte predatoria e le tecniche di difesa e attacco.

Tra gatti adulti è molto più raro e quando accade è molto difficoltoso comprendere dove inizia il gioco e dove la lite vera e propria (i famosi combattimenti tra gatti).

Il gioco predatorio

E’ il gioco che mima tutte le attività di predazione che il gatto farebbe in natura se dovesse procurarsi il cibo in modo autonomo.

Il gatto è naturalmente attratto da tutto ciò che si muove e che può rincorrere ed afferrare. Per stimolare questo tipo di gioco dunque è possibile utilizzare le cannette da pesca (che come sapete io amo molto) ma anche giochini e palline.

E’ bene tenere presente che questo è un tipo di gioco eccitatorio: serve dunque a stimolare il gatto e a renderlo più attivo.

Il gioco cognitivo 

Sono quei giochi che permettono al gatto di sviluppare la sua attivazione mentale e pensare ai dei piccoli problemi da risolvere.

Il gatto infatti per natura è un enigmista: ama e passa molto del suo tempo a trovare soluzioni a problemi quotidiani. Ce ne sono tantissimi in commercio e molti sfruttano, come premio finale, dei bocconcini di cibo. Ma è possibile anche costruirli in casa, sfruttando ad esempio una scatola chiusa con dei fori in superficie. Se ci nascondiamo del cibo all’interno il gatto si ingegnerà su come prenderlo.

Questa tipologia di gioco favorisce nel gatto uno stato di calma e appagamento.

Il gioco esplorativo

E’ fondamentale per il gatto per favorire nuovo esperienze: e non si parla di esplorazione solo visiva ma anche tattile e olfattiva.

In pratica il gioco esplorativo si esplica permettendo al gatto di essere presente in tutte le attività che compiamo dentro casa (cucinare, mangiare, rifare il letto, stirare). Come vi ho sempre detto vivere il gatto significa anche questo: farlo partecipe il più possibile della nostra vita.

Possiamo anche favorire il gioco esplorativo portando delle piccole novità in casa (non così grosse da sconvolgere l’ambiente ma tali da creare interesse).

Facciamo esplorare olfattivamente e visivamente le buste della spesa quando rientriamo a casa, quando ci arriva un pacco lasciamo la scatole di cartone a disposizione del gatto, prendiamo dei ciuffi di erbe aromatiche che raccogliamo fuori e facciamogliele annusare quando rientriamo…questi ovviamente sono solo alcuni esempi, ma le occasioni possono essere tantissime e sta a noi coglierle e crearne di nuove.

Fa parte dell’esplorazione visiva anche dare la possibilità al gatto di guardare fuori attraverso le finestre, attraverso ripiani, amache per gatti o tiragraffi a più piani posizionati  in modo che il micio possa vedere all’esterno.

Il gioco performativo

L’ho lasciato per ultimo e come capirete non lo amo molto. In pratica consiste nell’insegnare al gatto a fare delle azioni (come ad esempio l’agility per il cane, che però è un animale molto diverso). Attenzione però! Non tutti i gatti amano e sono predisposti a questo tipo di gioco e la finalità deve sempre essere il divertimento condiviso e non la performance stessa nè la ridicolizzazione del gatto.

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