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Girano su internet molte “mappe”per le carezze da fare al gatto che indicano dove poterlo accarezzare e dove no (le cosiddette Petting Chart of a Cat).⠀

Non è che siano sbagliate nelle indicazioni specifiche che danno, ma trovo che sia profondamente sbagliato il concetto di fondo che fanno trapelare. ⠀

Ogni gatto infatti è un mondo a se’, diverso, speciale ed unico: ecco perché dare indicazioni così generiche ed universali può essere controproducente e fuorviante.⠀

Ma esistono comunque delle indicazioni di massima su come gestire una sessione di coccole con un gatto? ⠀

Proviamo a vederle insieme.

■ 1- lasciare che sia sempre il gatto a gestire la situazione: lasciamo a lui la decisione di iniziare l’interazione.⠀

■ 2-prediligere sessioni frequenti ma brevi. E’ preferibile smettere quando il gatto mostra ancora interesse piuttosto che protrarre le coccole troppo a lungo rischiando che il gatto si stufi.⠀

■ 3- leggere costantemente i messaggi non verbali che ci invia il nostro gatto, soprattutto quelli di fastidio. Ricordiamoci sempre che i tempi di tolleranza al contatto variano moltissimo da gatto a gatto a seconda del gradiente di di socializzazione all’essere umano ricevuto nei primi tre mesi di vita: ci saranno dunque gatti che desiderano essere coccolati spessissimo altri invece meno.⠀

■ 4-lasciare che sia il gatto a guidarci, anche nel tipo di interazioni tattili: ci sono gatti che adorano i grattini altri le carezze. Alcuni odiano essere toccati sulla pancia e sulle zampe, altri invece gradiscono anche questi punti.⠀

■ 5-provare ad accarezzare il nostro gatto con il dorso della mano, invece che con il palmo: questo aiuterebbe ad offrire un tocco più delicato, maggiormente simile al grooming (tipico proprio dei gatti).⠀

Provare per credere!

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