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Ci sentiamo e ci definiamo spesso “mamme” dei nostri gatti. I gatti infatti hanno questo potere (tra le altre cose): riescono ad attivare e a fare emergere i nostri istinti genitoriali.

In fondo lo aveva intuito anche Freud stesso: gli animali attivano in noi delle proiezioni simili a quelle che una madre o un padre hanno nei confronti del loro bambino.

Del resto non dimentichiamocelo mai: siamo dei mammiferi noi stessi e i mammiferi hanno nel loro DNA l’istinto della protezione della prole.

Quindi quando ci definiamo catmom o catdaddy non siamo poi così lontani dal vero….

Tuttavia, occorre fare delle importanti precisazioni: se vogliamo eleggerci a “genitori adottivi” dei nostri gatti dobbiamo farlo nel modo giusto, ovvero dobbiamo impegnarci con tutte le nostre forze di essere dei buoni genitori.

E cosa significa questo?

Innanzi tutto occorre ricordarci sempre che quello che abbiamo davanti è un felino e non un piccolo umano. Ciò significa che dovremo sempre rispettare le sue naturali esigenze specie-specifiche: un gatto ha bisogni, motivazioni ed emozioni che sono diverse dalle nostre ma che vanno ugualmente comprese e rispettate. Insomma un gatto va amato proprio in quanto gatto e non in sostituzione del figlio che non abbiamo e che vorremmo avere.

Inoltre dovremo ricordarci di promuovere sempre la sua autonomia e la sua indipendenza. Più che genitori secondo me dovremmo provare ad essere delle BASI SICURE.

Il concetto psicologico di “Base sicura” fu coniato per la prima volta da John Bowlby all’interno della sua teoria dell’attaccamento. In base a questa teoria per il bambino la mamma riveste il ruolo appunto di base sicura, una specie di punto di riferimento per cominciare ad esplorare il mondo. Se la madre riesce ad esserlo in maniera efficiente garantirà uno sviluppo armonioso del suo piccolo, offrendogli sicurezza e protezione da un lato ma anche libertà e desiderio di autonomia dall’altro.

Ecco, non so voi, ma io più che mamma vorrei provare ad essere una Base Sicura per i miei gatti (presenti e futuri). Voglio fargli sentire che qui, con me e nella mia casa troveranno sempre un luogo di conforto, riparo e amore incondizionato. Ma voglio anche che i miei gatti siano liberi di esprimersi in quanto felini, specie diversa dalla nostra, e in quanto individui specifici (come sappiamo non esiste un gatto uguale all’altro!). Voglio che siano liberi di essere quello che sono davvero.

E voi cosa ne pensate Gattari? Nei confronti dei vostri gatti vi sentite genitori chioccia o basi sicure?

 

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