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Per noi gattari il momento delle vacanze è sempre molto delicato e ambivalente: da una parte il desiderio di partire, dall’altra il dispiacere e la preoccupazione di lasciare il proprio gatto.

Il Cat Suite Hotel Milano non è una pensione per gatti, bensì un vero e proprio metodo di accoglienza.

Qualche giorno fa ho avuto la possibilità di intervistare Alessia, la proprietaria della struttura che mi ha spiegato la filosofia e il metodo che sta dietro questo progetto, nata dal sogno e dall’impegno dell’ideatrice e fondatrice Mirella Ariata.

Il Cat Suite Hotel è una struttura che nasce  per rispondere ad una esigenza precisa: lasciare il proprio gatto nel posto migliore possibile (a parte, ovviamente, casa tua).

E allora, mi direte voi, perchè portarlo al Cat Suite Hotel? non sarebbe meglio lasciarlo a casa accudito da un cat sitter o da un’amica? In linea di massima vi rispondo di SI. I gatti non amano i cambiamenti e il cambio del loro territorio può essere un vero e proprio trauma psicologico.

Esistono tuttavia due grandi eccezioni:

1- quando la nostra assenza si protrae per più di 10-14 giorni

2- se il gatto soffre particolarmente la solitudine.

In questi due casi il Cat Suite Hotel potrebbe davvero essere la soluzione per voi: come vi dicevo è la prima struttura in Italia in cui NON ci sono gabbie e i gatti stanno liberi all’interno di un loft a loro dedicato e pensato per tutte le loro esigenze.

La prima cosa che mi ha incuriosito tantissimo e che ho chiesto a Alessia è stata ovviamente, come riescono a gestire gli inserimenti dei nuovi gatti nella struttura. Ecco allora che Alessia mi ha spiegato in cosa consiste il metodo Cat Suite Home.

cat suite home

L’accoglienza nella Suite Privata.

“Subito dopo il suo arrivo il micio viene messo in quella che vengono chiamate Suite ovvero delle vere e proprie casette in legno, ampie e spaziose dotate di tiragraffi, ciotole, lettiere e nicchie disposte su vari livelli, in modo che il gatto possa fare l’acqua che bolle”, mi ha spiegato Alessia.

Mi è piaciuta molto questa espressione  in quanto rende molto bene l’idea. Il micio inizialmente spaventato avrà necessità di nascondersi in una cuccia rosoterra. Poi, man mano che si rilassa, probabilmente sentirà il bisogno di rintanarsi il luoghi più alti, sempre riparati ma che gli possano offrire di iniziare un’esplorazione visiva dell’ambiente a lui circostante.

L’ispezione.

Tutte le Suite sono dotate di finestre.

La finestra è un elemento molto importante in quanto il gatto nuovo arrivato può guardare e essere guardato dagli altri. Quando si sentirà pronto la Suite verrà aperta e lui sarà libero (ma non forzato!) di uscire.

“Come si fa a capire quando un gatto è pronto per uscire?” ho chiesto ad Alessia. “Fondamentalmente è il  gatto che lo decide”, mi ha risposto,” io sono solo un’estensione della sua mente. Quando lui è pronto si capisce. E comunque di solito si fanno passare 24-36 ore prima dell’apertura della Suite.

C’è chi esce subito e sente subito il desiderio di esplorare, che invece chi fa il ping-pong, ovvero esce per poi tornare subito dentro (la Suite infatti è diventa la nuova base sicura).”

L’ambientamento 

Una volta ambientati i gatti cominciano a vivere nel loft, dormendo e sostando dove vogliono imparando a vivere in una comunità e in una nuova cultura multigatto, serviti e riveriti nel loro Hotel dotato di tutti i comfort (proprio come in un Hotel di super lusso per noi!).

Adesso lo so cosa state pensando: si ma quanto costa? ecco, il prezzo è leggermente superiore alle pensioni per gatti “normali”, 20 euro al giorno, ma secondo me, la possibilità di non tenere il gatto in gabbia vale questo ed altro.

Attenzione però! Il Cat Suite Hotel non è ottimale per i viaggi last minute: infatti occorrono almeno 6-8 mesi di prenotazione anticipata.

Se volete conoscere più dettagliatamente il metodo e la struttura potete dare un occhio al sito

Le foto (meravigliose, as usual) sono della fotografa dei gatti Marianna Zampieri, che ha visitato la struttura per il suo progetto Cattooed_girls

Ultimissima cosa questo post NON è sponsorizzato. Ne parlo perchè il progetto mi aveva incuriosito e quando l’ho conosciuto l’ho trovato una figata.

Ciao Gattari!

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