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Essere gatto nel Medioevo non era affatto facile.

Non vi dico niente di nuovo: i gatti nel Medioevo furono cacciati e sterminati insieme alle donne accusate di stregonerie. Tanto che i gatti, in quel periodo storico, rischiarono seriamente di venire annientati come specie.

Ma perchè? I motivi probabilmente erano diversi:


■ innanzi tutto per la loro capacità di balzare e comparire all’improvviso, che gli conferiva poteri quasi magici.⠀

■ la particolarità del gatto “che saluta” alzando la coda a bandiera, e quindi esponendo l’ano alla vista. Questo veniva considerato indice di un animale sconcio e lussureggiante.⠀

■ il loro occhio catarifrangente: i felini infatti hanno uno speciale strato di cellule posizionate sul retro della retina che cattura la luce per sfruttarla al meglio nella visione notturna (il gatto infatti è predatore crepuscolare). Il risultato è che i loro occhi nel buio sembrano illuminarsi.⠀

■ la loro innata silenziosità: i gatti infatti in natura sono dei predatori e come tali devo avere la caratteristica della silenziosità per non far scappare le prede da catturare. Questa caratteristica però venne interpretata come segno inquietante e demoniaco.⠀

■ la sinuosità del corpo del gatto, la sua eleganza, i suoi modi lascivi venivano associati alla lussuria e quindi, di nuovo, a Satana.⠀

Se poi i gatti erano pure neri era la fine: infatti il nero era il colore considerato il simbolo de male per eccellenza. ⠀

Insomma tempo buio il Medioevo. Tuttavia la vera tristezza sta nel constatare che molti di questi pregiudizi sopravvivono ancora oggi, nel 2021….il vero dramma, a mio avviso, è proprio questo.

 

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