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Pare che il gatto sia in cima alla classifica degli animali con un alto rapporto tra la dimensione dell’iride e quella del corpo. Quello che è sicuro è che nel suo scheletro l’orbita del gatto è molto grande, con grandi bulbi oculari rispetto alle proporzioni del suo cranio.

Questo anche dal punto di vista evolutivo ci racconta tantissimo del gatto di oggi: in quanto predatori solitari e crepuscolari la vista è un organo importantissimo per i nostri amici a quattro zampe.

Molti pensano che i gatti percepiscano il mondo esattamente come lo percepiamo noi: in realtà non è così e queste differenze derivano anche da storie evolutive diverse.

L’evoluzione di noi uomini infatti ci vede raccoglitori nati: il nostro sistema percettivo infatti  è molto sensibile alle cose che si staccano sullo sfondo ed è anche per questo motivo che attività come il collezionismo o lo shopping ci danno così tanta soddisfazione. Amiamo collezionare oggetti, passeggiare e portarci a casa cose, che siano conchiglie, fiori o abiti.

I gatti, invece, sono dei predatori nati, e quindi sono attratti da tutto ciò che è in movimento e si divertono a rincorrerlo: questo è il motivo per cui sono attratti da palline che rotolano, pendagli che oscillano, pesciolini che zigzagano nei nostri monitor, puntini luminosi che corrono su una parete…

Si dice spesso che “ciò che per noi è fermo per un gatto si muove”.

Insomma i gatti ci raccontano questo e molto altro: sono davvero una porta di accesso per la loro anima e la loro storia…

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