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Si parla molto spesso, confondendo le une con le altre,  di colonie feline, gattili e oasi: eppure sono cose molto diverse! Vediamo di fare un po’ di chiarezza insieme.

Le colonie feline

Come dico spesso la socialità del gatto è un concetto molto elastico e variabile. Il gatto in natura è un predatore, tuttavia le colonie feline sono degli aggregati spontanei di gatti che si riuniscono intorno ad una risorsa alimentare simultanea e abbondante (la gattara che porta il cibo per tutti).

Attenzione però! Questo non significa che essi si comporteranno come membri di una comunità e di una famiglia. Il gatto permane nella sua natura solista: la conflittualità non è eliminata ma solo soppressa per accedere ad un vantaggio primario (il cibo appunto).

Capire il meccanismo alla base delle colonie feline è molto importante perchè ci insegna una regola preziosa del comportamento felino: più sono abbondanti le risorse più è probabile che diversi gatti insieme riescano a coesistere anche nello stesso ambiente. Ciò risulta molto utile anche in un contesto domestico, quando dobbiamo effettuare un inserimento di un gatto in una casa in cui abitano già altri gatti: la regola d’oro è aumentare tutte le risorse disponibili (ciotole, lettiere, cucce, tiragraffi..) in modo che si riducano drasticamente le occasioni di conflitti e stress da coabitazione.

È importante anche ricordare che secondo la Legge è vietato disturbare, maltrattare, uccidere o allontanare i gatti da qualsiasi colonia felina. Inoltre è consentita l’asportazione ai soli fini della sterilizzazione e/o cura dalle gattare, dal personale dei distretti sanitari veterinari o dalle Associazioni protezionistiche con obbligo di reiserimento, laddove non esistano motivi di salute non compatibili con la vita di colonia.

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I gattili

Il gattile è una sorta di rifugio che nasce con la finalità di accogliere gatti randagi e abbandonati, svolgendo una funzione molto simile a quella che i canili compiono per i cani.

Anche la struttura è molto simile: i gattili infatti sono solitamente recintati e i gatti abitano in gabbie o box per la maggior parte del loro tempo. Esistono poi alcuni spazi comuni più ampi nei quali vengono fatti accedere a turno per dare loro la possibilità di camminare e correre.

Per le caratteristiche etologiche del gatto il gattile non è sicuramente un luogo di benessere: è nutrito e al sicuro, quello sì, ma è privato di alcuni fondamentali bisogni come quello alla privacy, all’autonomia, alla predazione e al controllo del suo territorio.

 

Le oasi feline

L’Oasi Felina invece è una struttura pensata per garantire agli animali una maggiore libertà e un maggior rispetto per le loro esigenze etologiche rispetto al gattile.

L’ambiente è molto spazioso e pensato in modo che sia a misura di gatto (ad esempio al suo interno sono spesso presenti prati, alberi e rifugi annessi). In pratica i gatti sono liberi di circolare dove vogliono e sono protetti solo da una rete esterna che ne impedisce la fuga. Non esistono gabbie ma solo zone separate le une dalle altre (quando ad esempio è necessario per motivi di salute tenere separati alcuni gatti dagli altri).

Qui la qualità di vita dei gatti è davvero buona, l’unica cosa che gli manca è l’amore dedicato, ovvero quel tipo di attenzioni e di relazione che si può instaurare solo all’interno di una vera famiglia.

Tempo fa ho avuto l’onore di essere ospitata nell’Oasi Felina I miciottoli, a Lido di Camaiore, (ve ne avevo parlato qui) una realtà di eccellenza italiana nella cura dei gatti abbandonati. Ma molte altre sono le Oasi meritevoli sparse in tutta Italia e la mia speranza è che ce ne sia sempre più, andando a sostituirsi ai tradizionali gattili.

Comunque sia, gattile o Oasi, la mia speranza è sempre quella: che tutti i gatti abbandonati trovino presto una famiglia che li ami di nuovo. Anche se sono adulti o anziani.

#adottaungattoadulto!

 

 

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