Una notizia che nel mondo del web ha fatto scalpore. Chiara Ferragni (si dice, ma lei smentisce) la Fashion Blogger più famosa d’Italia, ha preteso un compenso a quattro zeri per presenziare ad un evento di moda. Al di là delle considerazioni che si possono fare sulla vicenda, questa ci da la percezione di quanto il mondo delle Blogger stia contando in questo momento storico. Nel web ma anche nella vita reale. Per non parlare poi delle cosiddette Food Blogger che riescono a rubare la scena anche ai maggiori chef e cuochi pluri-stellati italiani.

Contornata da tutte queste Blogger-Qualcosa ho cominciato a riflettere sull’esistenza di quelle che si potrebbero definire Cat Blogger, ovvero di quelle “gattare del web 2.0” che popolano la blogosfera con i loro thread a tema gattofilo.

Infatti se si decide di “googlare” la parola gatto verremo letteralmente sommersi da siti, blog, immagini, articoli relativi alla felinità. Per non parlare delle pagine Facebook, numerosissime, cliccatissime con i loro post costituiti da foto del micio di turno e aforisma ad effetto accanto.

Nonostante questa grande proliferazione di “gattosità” online sembra che l’identità e la definizione di Cat Blogger non abbia ancora preso ancora piede. E non posso fare a meno di domandarmi il perché.

Infatti, sono davvero tanti i blog che si occupano di gatti. WordPress o Blogger non importa, tutte le scuse sono buone per parlarne.

Impossibile guardarli tutti, ma si può perlomeno tentare di fare una sorta di classifica del blog micioso.

Innanzi tutto ci sono “I militanti”. Direi i più numerosi, sono quelli che fanno dell’impegno sociale la loro primaria missione. Gestiti da associazioni no-profit si occupano di gatti abbandonati o smarriti. Dopo aver “scrollato” qualche pagina, lacrimuccia e magone sono assicurati, perché noi gattare non vorremmo mai veder nessun micio soffrire.

Poi ecco comparire “I narcisisti,” ovvero tutti quei blog che prendono spunto dal gatto di casa, veri e propri diari on line in cui si raccontano i giorni e le vicende trascorsi con il proprio micio. E’ vero che, spesso, il blogger narcisista incoraggia i suoi utenti ad inviargli foto di altri mici e che altrettanto spesso pubblica notizie di interesse generale, come ad esempio nozioni medico-veterinarie. Però, il protagonista indiscusso resta il proprio miciostar. Il quale, o è dotato di una debordante simpatia, oppure dopo l’ennesimo post rischia di non saper suscitare più grande suspance.

Arriviamo dunque a “I monotematici”: ho deciso di chiamare così i blog che decidono di dedicarsi ad un’unica, sola, meravigliosa razza felina. E quindi bellissime sono le foto, bellissime le inquadrature e bellissimo l’indirizzario in cui è possibile individuare l’allevamento più vicino dove acquistare le splendide creature. Diciamoci la verità. Questi sono i blog più odiati dalle gattare in carne e ossa. Perché si sa, la vera trincea di una gattara è il comunissimo gatto europeo, meglio se randagio, non certo il micio altolocato.

Navigando nel web ho fatto una scoperta interessantissima, ovvero la categoria dei blog “tessili”: forse non ci crederete ma per qualche strano connubio astrale ricami, uncinetti, gomitoli di lana e gatti sembrano andare meravigliosamente d’accordo.

Ultima categoria, da evitare soprattutto per chi presenta uno stato depressivo sottosoglia, sono “I Piagnoni”, ovvero quei blog improntanti al melenso, al triste, allo sdolcinato. Tripudio di notizie drammatiche e appelli disperati, qualsiasi notizia viene raccontata prendendosi molto sul serio.

Tanti dunque sono i blog, sparsi nel cyberspazio. Ma sono riuscita a rintracciare solo una timida, incompleta e concedetemi anche triste pagina web che tentasse di “censire” i cat blog esistenti.

Niente a che vedere con lo sciccosissimo elenco che possiedono le Fashion Blogger italiane (a proposito, lo sapevate che sono ben 297?) o di quello super organizzato delle Food Blogger.

La domanda mi si ripropone: ma perché? Cosa abbiamo in meno noi, esercito di gattare invisibili del web, rispetto alle ammiratissime Fashion Blogger?

Chissà, forse a furia di stare con i gatti noi gattare finiamo per assomigliargli veramente. Siamo abituate a camminare in punta di piedi, meglio se nell’oscurità. Altezzose, un po’ snob (e toglierei anche quell’“un pò”), facciamo finta che il mondo non ci interessi.

Per non parlare del fatto che contro di noi rema l’immaginario collettivo che vede la gattara come una donna poco avvenente (primo) magari anche sovrappeso (secondo) vestita pure male (terzo). E anche quando tenta di vestirsi meglio viene tradita dai peli di gatto in ogni dove e dalle dita che profumano di scatoletta.

Confessiamocelo, a noi, la serie tv “I Simpson” con il personaggio della gattara pazza ci ha definitivamente rovinato.

Dunque, care Cat Blogger, ovunque voi siate nella blogosfera, fatevi vive. Dobbiamo assolutamente riabilitare la nostra immagine sociale e far capire al web e al mondo intero che ci sono tantissime Cat Blogger fighe, estroverse e, perché no, pure simpatiche.

Il tempo della modestia e dell’introversione si è definitivamente concluso. A testa alta, usciamo allo scoperto e Alla riscossa!