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C’è una questione che di solito divide molto le opinioni dei gattari: meglio tenerli chiusi in casa o fare uscire i propri gatti?

Io vivo in un appartamento al quarto piano di un condominio in città. I miei gatti vivono sempre in casa e non è una scelta. Non ho alternativa. Tuttavia molto spesso mi viene fatto pesare e più di una volta mi è stato detto, o scritto,  “poveri gatti rinchiusi”.

Ma quanto spazio serve ai gatti per essere davvero felici?

gatto appartamento

Qui nessuno vuole negare l’importanza e la bellezza per i gatti di poter avere accesso al loro ambiente naturale. Sono la prima a sostenere che i gatti sono animali molto attivi e che potersi arrampicare sugli alberi, rotolarsi nell’erba, li rende sicuramente super contenti e realizzati.

Tuttavia sento la necessità di chiarire alcune cose e soprattutto di sfatare alcuni dei soliti luoghi comuni sui gatti: uno su tutti quello secondo cui TUTTI i gatti in appartamento sono “sacrificati” e snaturati.

Infatti non è assolutamente detto che i gatti di appartamento siano meno felici dei gatti che vivono all’aperto. Ed ecco alcune ragioni:

– Ogni gatto è diverso, sia come propensione naturale che come carattere. Quindi ci saranno alcuni gatti che maggiormente potrebbero soffrire la vita da appartamento e altri a cui non gliene fregherà di meno.

– Tramite l’arricchimento ambientale è possibile rendere i nostri appartamenti a misura di micio, dando ascolto alle loro necessità naturali di svago e movimento.

gatto appartamento

 

– La vita del gatto libero spesso è molto più corta e difficile di quella di un gatto in appartamento. Non solo muoiono prima, ma spesso anche male. Inoltre, con la vita all’aperto, è molto facile contrarre malattie infettive come AIDS felino e la Leucemia. Molti diranno “meglio un giorno da leoni che 100 da pecora”. Punti di vista, per carità. Io tra le due opzioni preferisco 100 giorni da leoni. Che sono realizzabili mettendo in sicurezza il vostro giardino (recintandolo) oppure (vedi il punto sopra) rendendo le nostre case adatte alle loro esigenze.

Un gatto adottato da un gattile avrà nelle nostre case una vita sicuramente migliore a quella che avrebbe avuto nella  gabbia o nel recinto di un rifugio.

– Quando parliamo di habitat naturale per il gatto spesso dimentichiamo che l’uomo lo ha in gran parte distrutto. Purtroppo dobbiamo renderci conto che abbiamo reso le nostre città e le nostre periferie estramente pericolose per gli animali, piene di automobili e di mille altri pericoli.

– Infine, e ci tengo davvero a sottolinearlo, il vero spazio che serve ad un gatto per essere felice è quello delle nostre vite. Lo spazio mentale e il tempo che riusciamo a dedicargli ogni giorno, giocando con lui e coinvolgendolo in tutte le nostre routine quotidiane. Mentre facciamo da mangiare e loro ci zampettano intorno aspettando che gli caschi qualcosa. Mentre siamo in bagno e li lasciamo giocare con la cintura del nostro accappatoio. Mentre stiamo scegliendo cosa metterci e facciamo finta che non si sono infilati in uno dei tanti cassetti lasciati aperti. Di questo spazio hanno bisogno i gatti. Altrochè.

 

 

ps: ho deciso. A tutti quelli che in futuro mi diranno ancora “ma davvero non li fai mai uscire?? poveri gatti” darò immediatamente il mio conto corrente IBAN. Se i soldi per una casa con il giardino me li volete dare voi chi sono io per rifiutare! :-)

4 commenti a: Ma quanto spazio serve ai gatti per essere felici?

  1. Nina

    Ahahah! Idea fantastica quella dell’IBAN!
    Se tutta la prontezza che la gente mostra nel dispensare consigli non richiesti e soprattutto inutili, la mettesse nel far volontariato presso bipedi e quadrupedi, il mondo sarebbe certamente un posto migliore.
    Comprendo perfettamente e concordo con tutto quello che hai scritto.
    La mia Monna Baffona ed io abitiamo in un minuscolo appartamento in città – la tua stessa città, credo – e tantissime volte guardandola inseguire, purtroppo solo con lo sguardo dalla finestra, i piccioni dispettosi che saltellano sulla strada sotto di lei, mi sono chiesta se sia giusto costringerla a “soffrire” con me in questo buco di appartamento, se non sia solo il mio egoismo a farmi pensare che chiusa fra 4 mura, la mia principessa sia lontana da tutti i pericoli.
    Sta di fatto però che la mia principessa è arrivata quest’anno a spegnere la tredicesima candelina, mentre dai miei, tutti i mici liberi di scorazzare in giardino e nei campi, hanno avuto la triste sorte di finire sotto le ruote di qualche idiota che pensava di avere sotto il culo una Ferrari e scambiava le strade comunali per le piste di qualche gran premio, oppure avvelenati per colpa di qualche imbecille.
    Sta di fatto che lei è la regina della casa e può arrampicarsi dove vuole, dormire nell’armadio, nei cassetti, nel letto, fare 4 salti nella minuscola corte da cui mi riporta in casa, sul letto ovviamente, malcapitati grilli, cavallette giganti e scarafaggi, di cui farei decisamente a meno.
    Sta di fatto che la signorina in pelliccia da tredici anni va in villeggiatura: la porto con me, tutte le volte che ritorno dai miei e lì può scorazzare liberamente in giardino inseguendo farfalle, sotto il mio occhio vigile, s’intende.
    Ok, mi sono dilungata parecchio e ho detto anche qualche “parolaccia”.
    Chiedo scusa e concludo: non posso sapere se la scelta che ho fatto di tenerla in casa con me, sia stata la più giusta per la micia, so però che cerco in ogni modo di provvedere al suo benessere e spero di averla resa e di renderla ancora felice.

    • Elena

      la tua consapevolezza e il tuo senso di responsabilità già dice tutto. Sono sicura che tu stai rendendo la tua micia felice!

  2. Annalisa

    Adoro leggere quello che scrivi! Anche io sono molto combattuta sul punto:io ho 3 gatti e abito in un piccolo centro, ho un giardino molto grande e recintato e i miei tre amori sono liberi di uscire, anzi non ne fanno più a meno!
    Nonostante la recinzione però vanno oltre, nel giardino dei vicini, nella campagna circostante e chissà dove altro si infilano.
    Io sono costretta a stare fuori da casa per lavoro dalle 9 del mattino alle 18,30 e…vivo tutti i giorni con il terrore di non ritrovarli al mio ritorno!!
    Temo le auto per prima cosa, dato che sfrecciano ormai veloci su ogni stradina di quartiere, temo gli altri animali e temo tanto anche l’idiozia di alcuni esseri umani…sì purtroppo questo è il mio più grande terrore…vi ho già detto tutto.
    Li chiamo e li cerco ogni sera prima del tramonto per evitare che rimangano fuori di notte, momento più pericoloso, ma è un grande impegno e una grande ansia tutti i giorni, soprattutto non so come farò in inverno, quando al mio ritorno sarà già notte da un pezzo. Credo che li lascerò in casa durante la settimana, in fondo non li trovo mai sofferenti quando li lascio in casa, anche se ovviamente cercano di uscire in ogni modo.
    Il mio pensiero principale è quello di renderli felici e realizzati, di fare in modo che si divertano e non si annoino, li amo così tanto!!!
    Prego tutti i giorni affinché il signore mi aiuti a proteggerli, vi giuro, non ridete, e mi auguro che possano vivere a lungo, molto a lungo, non saprei come fare senza tutti quei muretti e quelle zappette in giro…
    Ciao Elena, se ti va dammi il tuo parere di gattara !!

    • Elena

      ciao Annalisa. Senti ma non riusciresti a mettere in maggiore sicurezza il tuo giardino? cioè, trovare i punti dove escono e fare in modo che non possano uscire dal tuo spazio. Così sarebbero felici, scorrazzerebbero per il giardino ma in sicurezza…magari anche investendo qualche soldo in recinzioni. E’ tutto di guadagnato! Fammi sapere! un abbraccio grandissimo

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