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Anche se in Italia non è ancora possibile lasciare la nostra eredità direttamente al gatto di famiglia, il nostro ordinamento giuridico consente di tutelare un animale anche dopo la nostra morte.

Ma come fare? Ecco qualche nozione di base e qualche consigli pratico:

Il primo consiglio è di rivolgersi ad un notaio per la stesura del testamento stesso. I testamenti possono anche essere “olografi” ovvero scritti a mano senza la presenza di alcuna figura professionale. Il vantaggio è che chiunque, in qualunque momento può redigerli, e senza alcun costa.  Va però precisato che per essere considerati validi devono rispettare alcune regole ben precise come ad esempio quella di essere scritti interamente a mano e di essere firmati e datati. Insomma il rischio è che possano essere facilmente impugnati per difformità o addirittura persi o distrutti.

Il notaio saprà anche darvi le corrette indicazioni per la ripartizione dei beni. Occorre tenere presente infatti che, anche volendo, non è possibile lasciare l’intera eredità al nostro gatto. Secondo il codice civile infatti i nostri cosiddetti eredi legittimari, ossia i parenti più stretti, hanno sempre diritto di ereditare.  Se violassimo questa legge essi potrebbero impugnare il testamento in toto con conseguente danno anche per il nostro animale.

gatto

Invece quello che ci serve è un esecutore testamentario (che dobbiamo nominare noi), una figura prevista dalla legge che avrà l’incarico di gestire parte dei nostri averi esclusivamente per il nostro gatto. L’esecutore testamentario potrà essere una persona in carne ed ossa oppure anche un’Associazione.

Gli esempi di personalità dello spettacolo che si sono mossi in questa direzione non mancano. Pensiamo allo stilista Karl Lagerfeld il quale ha dichiarato che “Choupette” (la sua adorata gattina) ” ha la sua piccola fortuna in caso mi succedesse qualcosa, è un’ereditiera. Chi si occupa di lei non sarà mai in miseria, i soldi delle fotografie nelle quali è apparsa non li prendo, li metto da parte per lei”.

Anche Margherita Hack fece qualcosa di simile lasciando parte dei suoi averi direttamente a delle Associazioni Animaliste della sua città di origine, Trieste. Come lei molte altre persone infatti stanno decidendo di includere direttamente come beneficiari del loro testamento delle Associazioni Onlus (il requisito è che siano riconosciute dallo Stato) come Lav, Enpa e molte altre. Questo è un ulteriore modo per pensare al benessere degli animali anche quando non potremo più essere noi in prima persona a farlo.

2 commenti a: Includere il gatto nel nostro testamento e lasciargli un’eredità. E’ possibile?

  1. Tomaso

    Cara Elena, oggi credo che sia veramente tutto possibile, se anche trovo spesso delle cose paradossali.
    Ciao e buona giornata con un forte abbraccio e un sorriso:-)
    Tomaso

    • Elena

      grazie a te Tomaso!!! ricambio il sorriso!!

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