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Sulla rivista “Mente” di ottobre è uscito un articolo che parla di Pet Loss intitolato “Anche questo è un lutto”. Come sapete è un tema a me molto caro, tanto che ci ho scritto pure un e-book esattamente due anni fa. Ed infatti nell’articolo siamo stati intervistato io ed alcuni altre persone che si sono occupate di trattare questo tema. Troppo spesso infatti, la morte del proprio animale domestico viene sottovalutata e trattata come un dolore di serie B. Quello che ho sempre sostenuto a gran voce invece è che perdere il proprio animale è un lutto a tutti gli effetti, esattamente come perdere una persona cara. “Ma era solo un gatto”, ci sentiamo dire. E allora come mai fa così male?

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A distanza di quasi due anni dalla pubblicazione del mio libro “E’ solo un gatto” sento il bisogno di fare alcune riflessione.

– innanzi tutto voglio dire che dalla pubblicazione di questo libro io non ho visto un centesimo, una cosa un po’ curiosa, forse tipica dell’editoria italiana, non saprei. Francamente non m’interessa. Mi interessano molto di più le email che ricevo, anche a distanza di così tanto tempo, di persone che mi ringraziano e che mi raccontano la loro storia. Sono spesso storie di perdite, di assenze, di gatti a cui hanno dovuto dire addio. Persone che stanno soffrendo da morire e che adesso si sentono meno sbagliate e meno sole.

– sono ancora convinta che quando dobbiamo dire addio ad un nostro gatto con lui seppelliamo anche un pezzo del nostro cuore. Ce ne strappano un pezzetto e se lo portano via con sè, per sempre. Ed è per questo che anche a distanza di tanti anni quando ripensiamo a loro sentiamo una fitta al petto. Non importa quanto tempo sia passato. Sono 9 anni che ho detto addio alla mia Vera e sono 5 anni che Chicco non c’è più. Eppure ancora oggi se ci penso sento le lacrime scendermi sulle guance e non ci posso fare nulla.

-se tornassi indietro cercherei di essere più lucida e risoluta e avrei preso posizioni più decise riguardo la loro sepoltura.  Non so cosa darei per avere un luogo, una tomba dove andare a trovare i miei amori che non ci sono più. Adesso fortunatamente le cose stanno cambiando e i padroni di animali possono richiedere la sepoltura o la cremazione dei loro amici senza essere presi per matti o essere guardati come marziani. A New York è addirittura possibile dare disposizioni per essere seppelliti vicino alle tombe dei propri animali. Tuttavia  uno studio compiuto su tutto il territorio italiano mostra che i costi per le pratiche  di sepoltura per i propri animali siano ancora molto elevate, si parla di quasi 4000 euro, una cifra astronomica, che non tutti possono permettersi.

-nel mio libro c’è un capitolo su cosa sia opportuno fare dopo la morte del proprio gatto, ovvero se scegliere di riprendere subito un altro animale oppure no. Quando lo scrissi fui molto diplomatica. Dissi che non c’era una scelta giusta e una sbagliata e che la decisione deve essere personale e soggettiva. Però a tutti quelli che ancora oggi mi scrivono dico: andata nel gattile più vicino a voi e salvate un’altra creatura. E fatelo oggi stesso. Non sostituirà mai il vostro amico morto. Nessuno potrà mai farlo. Ma vi aiuterà ad elaborare il lutto e prestissimo vi renderete conto che ad essere stato salvato non sarà stato lui, bensì voi.

In fondo non c’è niente di più bello di una nuova storia d’amore che rinizia.

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Se volete la rivista la trovate in edicola fino alla fine di ottobre.

3 commenti a: Quando muore il proprio gatto: anche questo è un lutto.

  1. Anna

    So cosa vuol dire…a fine maggio la mia amata Cenere è salita sul ponte…piango ancora e mi manca tantissimo…Mi ha aiutato a scrivere di lei, un modo per buttare fuori il dolore, a me è servito….
    A giugno però, proprio grazie a questo sito, ho letto di un annuncio per una gattona di 10 anni che, improvvisamente orfana dei suoi umani, si lasciava morire in gattile, proprio non non ce la faceva ad ambientarsi…Da luglio Briciola è con me e ne sono felicissima! No, non è Cenere e guai a pensarlo! Lei è lei, ogni animale deve essere amato per quel che è, non esistono copie nè rimpiazzi! Penso che Cenere sia contenta della mia scelta! So che è difficile ma, davvero, non vi fermate, andate in gattile o canile e prendere un altro animale che è stato meno fortunato! I dubbi sono tanti lo so…ma so anche che basta lasciare aperta la porta del cuore….

  2. jle

    Ho scoperto solo ora questo sito e lo trovo bellissimo e ben organizzato. Io ho perso il mio gatto Matisse a soli 6 anni ,in dieci giorni l ho perso e nonostante sia passato quasi un’anno credo di non aver ancora assimilato il mio dolore. Eravamo talmente in simbiosi che per me è come se fosse morto una persona di famiglia e ora come ora non so se riuscirò a prendere un ‘altro gatto, il dolore della perdita è ancora troppo forte.

    • Elena

      ciao e grazie per i complimenti. Perdere un gatto è come perdere un membro della famiglia, un lutto a tutti gli effetti. Ognuno ha i suoi tempi e i suoi modi per elaborarlo. Prendere un altro gatto non significa dimenticare Matisse. Significa aprire il proprio cuore ad un altro esserino bisognoso. Spero che prima o poi tu ti senta pronta per questo. Un abbraccio sincero.

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