woman-857516_1280

 

Chi parla con il proprio gatto alzi una mano.

Io si. E lo dico senza vergognarmene nemmeno un po’. Gli racconto spesso la mia giornata, ragiono con loro sul mio lavoro, su quello che devo fare e su come mi sento.

Parlare con i gatti non è una cosa da pazzi. Lo dice anche la scienza.

I canali per comunicare con il proprio gatto infatti sono molteplici, lo facciamo attraverso i nostri comportamenti, la nostra gestualità, con lo sguardo e perchè no, anche con le parole.

Gli esperti ci dicono che i gatti non capiscano le parole (ma siamo proprio sicuri?) ma comprendono perfettamente il tono e la musicalità della conversazione.

Il  linguaggio affettuoso e intimo tipico di persona che parla con il suo gatto fa parte dei rituali che caratterizzano quotidianamente il rapporto tra il micio e il suo padrone. E questo linguaggio contribuisce a fortificare il  legame che abbiamo con loro.

E se non vi ho convito e vi sentite ancora pazzoidi sappiate che è stato osservato che i gatti apprezzano molto quando si sentono al centro di una conversazione e che parlandogli spesso diventeranno più “chiacchieroni” a loro volta: aumenteranno i miagolii, i vocalizzi e la voglia in generale di comunicare con voi.

Vi ho convinti?

 

2 commenti a: Parlare con i gatti: non è pazzia.

  1. Giorgio

    Secondo me capiscono tutto, la mia mi ascolta e quando le dico certe cose con dolcezza mi ubbidire sempre.

  2. Massimo

    I miei gatti capiscono quando si va dal dottore! Scompaiono

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *