nicolettasove

Alle volte penso che chi non ha un gatto non può non volerlo.
Un gatto riempie la casa e da un senso ad un giardino.
Un gatto riesce a rendere speciale una finestra ed affascinante una scatola.
Ma la cosa più grande che sanno fare è farti sentire una persona migliore.
Quando accogli nella tua casa un gatto devi farlo prima con il cuore e non c’è il cuore se te lo vai a comprare e lo scegli come se fosse la borsa di una stagione.
Il gatto migliore è quello che ti si presenta davanti al portone.
Quando lo vedi si rompe qualcosa, è una necessità e tu magari in quel gattile pensi di averlo scelto ma è lui che sceglie te.
Ti sceglie in pratica anche quando non ti vuole.
Capita infatti di trovare gatti che si strusciano alle tue gambe, gatti che cercano di salirti in collo e poi ci sono quei gatti che rimangono lontani, impauriti, semplicemente a guardarti.
Io ho accolto nella mia casa uno di quei gatti.
Questi gatti sono in assoluto i meno furbi che la natura abbia messo al mondo, perchè un gatto se non è ruffiano che gatto è?!?
Bè ora con l’esperienza posso dire che se un gatto non è ruffiano è una creatura dei boschi.
Io ed il mio gatto ci siamo visti per la prima volta in mezzo a tanta altra gente e milioni di altri gatti… eravamo su un sito internet. Voi direte: “e lui come faceva a vederti?!?”
Fidatevi. Lui mi stava guardando!
Dopo una serie di mail per conoscerci meglio è venuto fuori che io ero la padrona peggiore del mondo e che lui come gatto faceva veramente pena, quindi… eravamo perfetti l’una per l’altro.
Arrivata al gattile l’ho visto e senza usare francesismi ho pensato “ma che cazzo sto facendo?!?”
Catapultato in malo modo nella gabbietta dopo una rincorsa sfiancante ho chiesto alle volontarie: “quanto vi devo?!?”
Non dimenticherò mai gli occhi sgranati di tutti, delle volontarie, miei, del mio gatto e di tutti gli altri gatti terrorizzati dalla scena a cui avevano appena assistito.
Arrivata a casa i familiari mi hanno accolto con un “ma è grande” e questo che miagolava disperato cercando un posto in cui nascondersi.
Approdato sotto il letto abbiamo dormito lì un pomeriggio, entrambi sotto il letto, lontani.
E’ iniziata così una vita fatta di porte, di scale, di televisori e sciacquoni. Sì perchè ad un gatto impaurito che ti guarda devi proprio insegnare tutto.
Dopo un po’, con grande dolore, gli ho insegnato il “giardino”. Quando ad un gatto insegni il giardino lo poni davanti ad un bivio: scegli me o scegli di non star con me.
Era molto incuriosito all’inizio, ma si fidava di me, mi guardava con quello sguardo che ti spacca tutto dentro e mi seguiva… poi ha iniziato a non seguirmi più, ma bastava un mio fischio e si precipitava da me come il più ubbidiente dei cani.
Col tempo ha iniziato a non tornare a casa quasi mai, dorme fra la lavanda e caccia nel bosco, alle volte quando lo chiamo non torna e ora la sera non sempre lo vado a cercare.
E’ rarissimo che stia a casa e quando c’è guarda sempre fuori dalla finestra.
Se voglio stare con lui dobbiamo stare come lucertole sotto il sole in mezzo al prato, quanto gli piace giocare con le margherite…
Dopo di lui abbiamo preso un “gatto vero” di quelli che parlano, che si siedono con te al tavolo la sera e guardano la tv, di quelli che si riposano su tutte le poltrone e la notte si dorme nel letto , lo sguardo pare dire “se ti disturbo vacci te nella cuccia”.
Eppure vi dirò che ancora dopo quattro anni, quando io e il mio gatto impaurito incrociamo gli sguardi, dentro mi si rompe sempre tutto e mi fermo con lui a guardare fuori dalla finestra perchè lui ha scelto me, io sono il suo umano da compagnia.

E’ per questo che vi dico che un gatto prima di tutto lo accogli nella tua casa con il cuore, lasci andare la sofferenza per gli animali che lo hanno preceduto ed iniziate un amore tutto nuovo.
La perdita non lascia mai un vuoto se sappiamo crescere in essa.

Nicoletta Soverini

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