HPIM0610

“Questa è l’ecografia di un cuore felino.

Un giorno, anzi una notte, ho sognato di andare in un negozio di animali a prendere un gatto. Nel sogno era indicato con precisione nome e indirizzo del negozio. Lo so che i gatti bisognerebbe prenderli al gattile, adottando quelli abbandonati, ma insomma, l’avevo sognato e mi son detta: vado.

Ero passata il giorno prima, davanti alla vetrina di quel negozio, e di gatti non ce n’erano. Ma il giorno del sogno era appena arrivata una cucciolata di quattro gattini tigrati. Tre pimpanti e prepotenti, e poi, in un angolino, con l’aria afflitta, una femminuccia.

Ovviamente l’afflitta me la sono portata a casa al volo. E dopo due giorni era diventata pimpante come i fratellini.

Però la piccola faceva dei respiri proprio strani. Correva, e poi si fermava ansimando come una vecchietta.

Mia figliastra, in quelle settimane ho consultato un numero infinito di veterinari, e la risposta è stata una sola: cardiopatia congenita. Incurabile.

La gattina mi chiedeva di giocare e io evitavo il suo sguardo, perché, giocando e correndo, sarebbe morta. E io non ero pronta.

Io, figliastra, non ero pronta. Non lei.

Io, con il mio egoismo, non volevo piangere.

Io, non volevo stare senza di lei.

Io, che ero molto più piccola e disumana di lei.

In quei giorni però sono riuscita a inventare per lei dei giochi tranquilli, che la facessero muovere pochissimo. Palline che rotolavano alla velocità di una lumaca zoppa, topolini di lana pigri e anziani, cordicelle molli come spaghetti scotti. Una noia micidiale per me, e forse anche per lei. Ma almeno giocava. E un po’ era felice, anche col suo cuoricino sbagliato.

Era una gatta parlante, la tua sorellastra gatta, sai? Aveva un miagolio diverso per ogni cosa che voleva dirmi.

Mia-miaooo voleva dire: sono in calore, per una settimana farò pipì su tutti i letti di casa.

Meeeeek voleva dire: giochiamo un po’?

Mieuuuuuuu voleva dire: cazzo, ti sto chiedendo da un’ora di giocare, ti muovi o no? Dai che mi sento sola.

Certi veterinari mi dicevano: questa gatta va sterilizzata, non sappiamo se reggerà l’anestesia, ma non può tenerla così, le riempie la casa di pipì. E io rispondevo che tra la sua morte e la sua pipì, sceglievo ettolitri di pipì.

Altri mi dicevano direttamente: ha pensato a sopprimerla? Guardi che per la gatta è meglio. Ma cosa ne sapete di quello che pensa ‘sta gatta? Come fate a capire che lei non vuole più vivere? L’ha annunciato su Facebook? L’ha detto al notaio redigendo il testamento? Lo diceva alla sorella, da piccola?

Ma è meglio anche per lei, signora.

Per me? Perché così non fa pipì sulle lenzuola ricamate e non rantola mentre io bevo il tè con le amiche?

Insomma, mia figliastra, la gattina, che tutti davano per spacciata già a tre mesi di età, è vissuta cinque lunghi anni. E’ morta quando le sembrava il momento di morire, quando la Signora dei Gattini ha voluto rimetterla in pista per altre reincarnazioni, e lei ha risposto: va bene, purché torni da questa bipede qua.

Io la sto aspettando, sai?

E, se dovesse tornare da me ancora nel corpo di una gattina col cuore sbagliato, io farò tutto quello che ho fatto con l’altra, per tutti gli anni, o i giorni, che vorrà passare insieme a me.

Non le farò fare delle cure inutili, non le negherò il gioco per paura di perderla, non la farò mai morire artificialmente per semplificarmi la vita.

Non farlo mai nemmeno tu, mia figliastra. Gli animali hanno un cuore, cerchiamo di averlo anche noi, ogni tanto.

Sai, a volte sento ancora, su certe lenzuola, l’odore della sua pipì. Forse è il suo modo di dirmi, dal posto dove si trova adesso: meeeeek, giochiamo un po’? Mi sento sola, qua.”

Tratto dal libro “Di matrigna ce n’è una sola” (Editore: Sonzogno). L’autrice, Rossella Calabrò, l’ho incontrata su Internet per caso. Forse è stato proprio Chicco a farmela conoscere. E siccome tra gattare ci si annusa subito, le ho chiesto di farci leggere qualcosa di suo. Grazie Rossella, io&Chicco te ne siamo molto grati.


 

 

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *