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Come diceva Nanni Moretti “le parole sono importanti“.

In un certo senso il linguaggio modifica e plasma la realtà che ci circonda. Ecco perchè credo che le parole che scegliamo per identificarci e per parlare dei i nostri gatti siano davvero importanti.

Non mi è mai piaciuto definirmi la proprietaria di Ettore e la Sissi. O la padrona. Perchè queste parole implicano che quelle vite, che vivono e abitano con me, siano una cosa mia, una mia proprietà.

Averli adottati, acquistati, salvati non implica, a mio avviso, il fatto che abbiano perso la loro libertà di esseri viventi.

gatto

E allora la domanda sorge spontanea.

Come potremmo chiamarci invece di proprietari?

Ecco alcune idee: consorte (nel senso che condividiamo la stessa sorte), compagna di vita, amica di mille avventure. Già questi nomi mi piacciono di più perchè esprimono  una relazione più alla pari, una convivenza amichevole tra specie diverse.

Per quanto mi riguarda mi piace pensarmi come la cat sitter dei miei gatti. Una persona con cui condividere la routine quotidiana e che si prende cura di loro, tutti i giorni. E mi va benissimo così.

E voi invece come vi definite?

Vi leggo nei commenti, sono curiosa.

 

 

 

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